A Tasso Zero

Carta di Credito Revolving a Tasso Zero

E’ molto frequente sentire parlare di prestiti efinanziamenti a tasso zero, e da quando ha preso piede in Italia il concetto di carta revolving si sono scatenate le ricerche di strumenti di pagamento elettronici a rate che offrano il cosiddetto tasso zero. In realtà il consumatore è spesso poco informato a proposito di quelli che sono i tassi di interesse che compongono un qualsiasi rimborso rateale. Nello specifico, serve conoscere i concetti di TAN e TAEG per interpretare bene cosa si celi dietro l’offerta di una carta revolving a tasso zero. Attenzione quindi, quando si sente parlare di revolving a tasso zero è necessario chiedersi a quale tasso si faccia riferimento tanto per cominciare.

I tassi di interesse

Come accade nei prestiti e nei finanziamenti, anche le carte revolving sono soggette alla combinazione di TAN e TAEG. Nella fattispecie, il TAN (tasso annuo nominale) è l’effettivo tasso di interesse espresso in percentuale sul credito; il TAEG (tasso annuo effettivo globale) è invece l’indicatore utile a confrontare davvero due tipi di finanziamento, perchè comprende anche i costi derivanti dal tipo di rimborso e dalle spese sostenute per l’operazione. Nella fattispecie, considerate che il TAN potrebbe essere tenuto a zero per la durata di una promozione, e questo significa due cose: la prima è che non è detto che non vi siano altre spese da sostenere a fronte dell’utilizzo della carta di credito; la seconda è che al termine della promozione tutto può succedere, come ad esempio accade per la carta MediaWord Prestige, che propone un TAN del 19,68% ed un TAEG del 21,56% al termine della promozione.

Revolving a tasso zero: carta zerus

Si tratta di una carta di credito revolving proposta da Bipitalia Ducato che prevede un TAN allo 0% per rimborsi in 10 rate di qualsiasi acquisto superiore a 400 Euro. Anche in questo caso comunque carta zerus prevede un TAEG massimo del 2,22%, quindi non si tratta di non pagare in nessun modo il finanziamento di fatto ottenuto con l’utilizzo della carta. Il problema si pone però per le spese inferiori a 400 Euro, per le quali il TAN è, udite udite, del 15,96%.

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